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Il protocollo IMAP

Per l’acquisizione della posta elettronica da parte del MUA è oggi largamente utilizzato anche il protocollo IMAP (Internet Message Access Protocol).

Tale protocollo offre un set di comanidi più esteso del POP3 e un modello di funzionamento più adatto alla funzione del servizio di posta elettronica richiesto da molti utenti finali.

La porta riservata a IMAP è la 143/tcp.

Il protocollo implementa un meccanismo di autenticazione e soluzioni di cifratura (assicurate dall’uso di TLS).

Una sostanziale differenza tra IMAP e POP3 è che con questo protocollo è possibile che più client IMAP, appartenenti allo stesso utente finale, siano connessi simultaneamente allo stesso server.

Mentre con un client POP3, ci si connette al server per il tempo strettamente necessario a effettuare il download dei messaggi e poi si abbatte la connessione, con IMAP è possibile rimanere connessi molto a lungo.

Agendo in questo modo si migliora l’efficienza e si riducono i tempi di risposta del servizio (oltre a ridurre il sovraccarico della rete).

Disponendo di una connessione TCP semipermanente è infatti possibile impostare un processo di autenticazione anche complesso, senza pregiudicare significativamente la fruizione del servizio, in quanto l’utente deve superare la verifica delle credenziali solo in fase di instaurazione iniziale della comunicazione.

IMAP offre la possibilità di scaricare solo porzioni di messaggi ricevuti: singole parti, in caso di presenza di messaggi MIME con multipart type, o singoli Content Type, consentendo una fruizione della posta elettronica personalizzata sulla base del dispositivo finale attraverso cui si consulta la propria mailbox.

Il protocollo IMAP consente la gestione di molteplici informazioni sullo stato del messaggio (letto, risposto cancellato).

A ciascuno stato corrisponde uno specifico flag sul server IMAP che permette di ricordare lo stato del singolo messaggio anche quando si accede da più client diversi in momenti successivi.

Il protocollo POP3 non ha tali meccanismi, pertanto il client è chiamato a ricordarsi dello stato in un messaggio, ancora presente sul server, e conseguentemente accedendo con client diversi ogni volta si è costretti a effettuare di nuovo il download dei messaggi da capo.

Inoltre con IMAP è possibile per un client singolo gestire più mailbox su un server (il protocollo prevede specifiche opzioni per l’uso di più folder).

Per l’autenticazione del richiedente il servizio, è possibile adottare sia un paradigma username/password, sia soluzioni più robuste.

Tra i meccanismi di autenticazione supportati troviamo:

  • CRAM-MD5
  • S-KEY
  • Kerberos-v4
  • GSSAPI

Esiste un’estensione per IMAP utilizzata per ottimizzare la consegna di mail tra un server e un dispositivo mobile (spesso denominato PDA, Personal Digital Assistant) che si chiama Push IMAP.

Il protocollo permette di gestire la ricezione dei messaggi tramite approccio push.

Il termine Push E-mail è comunemente associato a un servizio in cui il client è costantemente connesso al server (cosa compatibile con IMAP) e l’arrivo di ogni nuovo messaggio viene istantaneamente comunicato dal server (chiamato anche MDA, Mail Delivery Agent) al client.

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