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Cloud Computing: le basi

Il cloud computing è ovunque. Prendi qualsiasi rivista di tecnologia o visita un qualunque sito web o blog informatico e avrai la certezza di sentir parlare di cloud computing.

Sebbene quasi tutti gli addetti ai lavori ne parlino, non tutti sono d’accordo su quello che realmente è il cloud e sulla sua definizione.

Probabilmente chiedendo a 10 professionisti diversi di definire “cos’è il cloud computing?” otterremo 10 risposte diverse!

Quindi, in questo articolo cercheremo di capire di cosa si parla quando sentiamo il termine cloud e cloud computing, restringendo la definizione alla sua implementazione di base.

 

Come funziona?

Iniziamo col dire perché “cloud”?

Solitamente nei manuali, nelle raffigurazioni di sistemi informatici e nelle reti l’immagine di un cloud (una nuvola) è utilizzata per la rappresentazione del “sistema Internet” e quindi la rete.

Ma c’è di più sotto questa semplice raffigurazione del cloud equiparato ad Internet.

In sostanza, il cloud computing è un costrutto che consente di accedere ad applicazioni o a servizi che risiedono in realtà in un luogo diverso dal computer locale che utilizziamo o da altri dispositivi connessi alla rete Internet locale. Molto spesso questo luogo sarà un datacenter distante da dove ci troviamo fisicamente.

Già da queste prime osservazioni riusciamo a vedere grandi vantaggi: per esempio pensa all’ultima volta che hai acquistato Office e l’hai installato sul tuo pc o sul pc della tua azienda.

Probabilmente qualche anno fa saremmo andati in giro con il nostro bel CD Microsoft ad installare la suite Office su tutti i pc.

Poi Microsoft avrebbe emesso un nuovo service pack e saremmo andati ancora a fare il giro di tutti i pc per installare quell’aggiornamento manualmente (questo vale per ogni aggiornamento software).

Senza contare poi i costi di licenza da pagare per ogni pc che utilizzava la suite!

Recentemente tutti questi problemi, se non eliminati del tutto, sono stati sensibilmente attenuati dall’utilizzo del cloud!

Con i servizi cloud possiamo impostare automaticamente i server di distribuzione del software, dimenticandoci, per esempio, di dover fare il giro dei pc per installare un nuovo service pack.

La bellezza del cloud computing è che un’altra azienda ospita la tua applicazione (o nel caso di miscrsoft un’intera suite di applicazioni).

Ciò significa che non dovrai preoccuparti dei costi dei server, non avrai problemi di gestione degli aggiornamenti e, a seconda del contratto che utilizzerai, pagherai mediamente meno per il servizio che ti viene offerto.

Non dimentichiamo inoltre l’attrezzatura in meno che dovremo acquistare, il che si traduce in meno spese! Ad esempio se qualcun altro ospita le nostre applicazioni, non è più necessario acquistare costosi server per la memorizzazione e i backup né pagare cifre importanti in bolletta per alimentarli e raffreddarli.

Il cloud è inoltre comodo per i telelavoratori e per chi lavora viaggiando, perché permette di accedere ai dati semplicemente accedendo ad un server tramite una VPN per esempio, permettendo di utilizzare le proprie applicazioni ovunque.

 

Punti Deboli 

Fantastico questo Cloud non vedo l’ora di iniziare a risparmiare ed eliminare quegli ingombranti server dal mio ufficio!

Non così in fretta. Come in tutte le cose e specialmente nel mondo IT, ci sono pro e contro, ed il cloud computing non sfugge a questa regola.

Diamo una rapida occhiata ad alcune aree di potenziali problemi.

Senza dubbio la prima criticità che salta all’occhio è quella che riguarda il collegamento a Internet e alla rete.

Ok, abbiamo le nostre applicazioni su un server a cui possiamo accedere h24 dal nostro pc, ma che succede se noi non riusciamo a collegarci ad internet o peggio se il nostro server non è accessibile?

Mentre un’interruzione di Internet o problemi con i provider di rete (ISP) sono rari, potremmo non essere in grado di accedere alle nostre applicazioni e fare il nostro lavoro.

In questi casi avere le applicazioni localizzate su un server locale non influirebbe sulla produttività in quanto anche senza una connessione ad internet, le applicazioni e i servizi necessari sarebbero comunque accessibili.

Un episodio del genere è accaduto a luglio 2008, quando il servizio di archiviazione cloud S3 di Amazon ha smesso di funzionare per la seconda volta in quell’anno.

In quel periodo molte delle applicazioni ospitate dalla società non sono state accessibili fino a quando i tecnici non hanno risolto il problema.

Alcune applicazioni sono state interrotte per otto ore! Significa che per otto ore milioni di utenti del servizio non sono riusciti ad accedere ai propri dati e di conseguenza non hanno potuto lavorare o comunque hanno subito un rallentamento consistente.

Inoltre, potrebbero esserci semplicemente applicazioni o dati sensibili che si desidera localizzare sul posto.

Se si hanno informazioni sensibili o proprietarie, i tuoi responsabili della sicurezza IT semplicemente potrebbero impedirti di memorizzare tali informazioni sul cloud o sui server di qualcun altro.

Quindi bisogna aspettare prima di liberarsi del tutto dei server locali.

 

Problemi di integrazione dell’applicazione

Potresti anche scoprire che è più difficile integrare le tue applicazioni, se sono geograficamente disperse.

Cioè, è più facile gestire e accedere ai tuoi dati se sono nelle vicinanze, e non sotto il controllo di qualcun altro.

Ad esempio, se hai bisogno di due applicazioni per scambiare informazioni, è più facile da fare se entrambi risiedono nello stesso posto.

Se hai una domanda in-house e deve contattare un’altra applicazione sul cloud, diventa molto più complicata e difficile da gestire e di conseguenza più incline al fallimento.

 

Nei prossimi articoli esamineremo tutti i vari aspetti e le criticità di queste implementazioni e scopriremo perché, nonostante queste difficoltà, oggi il cloud sia così diffuso e utilizzato.

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